127.0.0.1

Piove sui works in regress.

European, italiano, piemontèis. Geriatric millennial. Falso e cortese. Samotář. 100% spoleh!

Beats Per Minute ·

Santino Fontana as Greg Serrano in an episode of Crazy Ex-Girlfriend, pointing his thumbs at himself, with caption «This guy.»

In a hierarchy, every employee tends to rise to his level of incompetence.

Nová hudba, ktorej verím #5 ·

Dephcut – Cinnamon Mustache

Another summer, another light funky tune from Dephcut. Kind of elevator-ish, he writes, but that is an elevator I would ride all day long.

Fvlcrvm, KeKe feat. Ivan Dorn – Come Get Some

«There were a Slovak, an Austrian and a Ukrainian», goes the joke. All three speaking in tongues and showing questionable aesthetics!
Come Get Some is a serious contender to become my song of the year, and yes, that is an audio/video reference to Benny Benassi.

Obligatne – ENC: PARTY! live session

Kristína Mindová alias Obligatne is a young Slovak guitarist who has teamed up with two other students at the Janáček Academy of Music to form this jazz-pop trio. They remind me of Daughter. When they manage to blend her songs with the rhythm section, and they begin playing as a band instead of as three separate talented musicians, they will be really interesting. At the Alterna next week, who is coming with me?

Adulto e… ·

Lunedí il Governo Babiš ha aperto la registrazione per la vaccinazione alla popolazione residente fra i 35 e i 39 anni. Ho compilato il modulo in pausa pranzo, krok za krokem, munito di tessera sanitaria locale. L’e-mail di conferma annunciava che avrei ricevuto l’invito a prenotarmi in base al mio indice di priorità e alla disponibilità del vaccino nel centro di inoculazione da me scelto, di lí a giorni o forse a settimane. Invece l’SMS è arrivato già nel primo pomeriggio, e c’erano posti liberi già in quarantott’ore. Ho selezionato venerdí (ieri) dopo il lavoro, e il sistema mi ha riservato automaticamente un posto per la seconda dose il 9 luglio. Pfizer–BioNTech o Moderna?

Il Centro Fieristico di Brno è chiuso al pubblico dal marzo dell’anno scorso. Nei giorni piú bui è stato riconvertito a lazzaretto, oggi è il primo o il secondo centro vaccinale del Paese, in gestione all’ospedale universitario. L’ingresso secondario è di fronte allo studio del mio dentista ed è servito da una fermata della šalina.

All’entrata un volontario scagliona i pazienti, spiega brevemente le tappe del percorso obbligato, e invita a compilare un modulo cartaceo con i propri dati personali e un’anamnesi semplificata. Alcuni impiegati del centro controllano i moduli, aggiungono qualche nota («38, IT»), e misurano la temperatura dei pazienti con uno scanner («36,1°»). Altri impiegati identificano i pazienti nella lista dei prenotati, e assegnano un numero progressivo. Un’infermiera raccoglie i documenti dei pazienti e li consegna ai tavoli dove siedono un aiutante e un medico.
Finora con il mio ceco me l’ero cavata bene, ma avrei saputo discutere l’anamnesi con un dottore?

– Farinetti?
Ho alzato la mano e mi sono avvicinato. L’aiutante e la dottoressa ridevano.
– Tak… mluvíme česky, anglicky, italsky?
Ovviamente.
– Italsky?
– Buongiorno!
– Buongiorno!
– Let me speak English, I’m more comfortable.

Sono stato contrassegnato con la „A“ di “allergico” («kočky, králiky»).
Un volontario smista i pazienti fra i vari stand in base a questa lettera. Ogni stand ospita una fila di cinque pazienti che siedono di fronte ad altri cinque nello stand opposto. Quando entrambe le file sono occupate, due infermiere passano con il carrello dei vaccini e spiegano cosa sta per accadere, cosa fare in caso di malessere proprio o di un vicino, e quanto tempo occorre aspettare prima di andarsene.

– Vakcína je Pfizer.

Iniezione, cerotto.

Un’ultima volontaria consegna a ciascun paziente un tesserino che indica il lotto del vaccino e funge da promemoria per la seconda dose.
Seduto su una bianca sedia da ospedale, nel bianco stand C4-6 nel bianco padiglione G2 del Výstaviště, in attesa che trascorresse la mezz’ora di osservazione, ammiravo con commozione come tutti gli addetti del centro operassero con metodo, efficienza, e gentilezza.

Lustro ·

Schermata del boarding pass del volo Czech Airlines OK719 Milano–Praga del 23 maggio 2016.

Cinque anni fa oggi imparavo la mia prima parola di ceco: vítejte.
Volevo festeggiare questo anniversario speciale pubblicando una selezione di post dall’archivio di Moravian Like You, il blog da emigrato, ma la mia mono-pagina web aveva superato duemila linee e trecento kilobyte fra codice e parole, e ospitava un carico insostenibile di foto e video, e non era piú gestibile, non pensavo che avrei scritto cosí tanto in cosí poco tempo. Perciò l’ho fatta a pezzi.

Verba volant. Scripta manent. Virtualia? è sempre diviso in partes tres, ma ora in pagine distinte:

  • in About, l’invito a riprendersi Internet, spazio tecnologico che era nato libero;
  • in Bio, la presentazione di chi/cosa/dove/come/quando/perché sono;
  • in Blog, l’indice del blog, che ha perso il titolo ed è archiviato per anni (2021 e 2020).

La homepage è ora alleggerita all’essenziale: la testata, la barra di navigazione, qualche amenità, e i post piú recenti che sono accessibili anche via feed Atom. Nel fare a pezzi Virtualia? ho ristrutturato parte del markup, e ho ridefinito tutti i permalinks (sono quei cancelletti in fondo a ogni post), con la promessa che resteranno permanent. Il foglio di stile è un continuo work in progress, e c’è ancora da lavorare sul layout della barra di navigazione in cima a ogni pagina. Invece ho passato due intere mattine a rifare l’iconcina che identifica il sito nei bookmarks. Già, è una bacca di gratachí: dove c’è il gratachí, c’è 127.0.0.1.

Disegno di una bacca di rosa canina.