2021

I am a camera with its shutter open, quite passive, recording, not thinking.

Beats Per Minute ·

Santino Fontana as Greg Serrano in an episode of Crazy Ex-Girlfriend, pointing his thumbs at himself, with caption «This guy.»

In a hierarchy, every employee tends to rise to his level of incompetence.

Nová hudba, ktorej verím #5 ·

Dephcut – Cinnamon Mustache

Another summer, another light funky tune from Dephcut. Kind of elevator-ish, he writes, but that is an elevator I would ride all day long.

Fvlcrvm, KeKe feat. Ivan Dorn – Come Get Some

«There were a Slovak, an Austrian and a Ukrainian», goes the joke. All three speaking in tongues and showing questionable aesthetics!
Come Get Some is a serious contender to become my song of the year, and yes, that is an audio/video reference to Benny Benassi.

Obligatne – ENC: PARTY! live session

Kristína Mindová alias Obligatne is a young Slovak guitarist who has teamed up with two other students at the Janáček Academy of Music to form this jazz-pop trio. They remind me of Daughter. When they manage to blend her songs with the rhythm section, and they begin playing as a band instead of as three separate talented musicians, they will be really interesting. At the Alterna next week, who is coming with me?

Adulto e… ·

Lunedí il Governo Babiš ha aperto la registrazione per la vaccinazione alla popolazione residente fra i 35 e i 39 anni. Ho compilato il modulo in pausa pranzo, krok za krokem, munito di tessera sanitaria locale. L’e-mail di conferma annunciava che avrei ricevuto l’invito a prenotarmi in base al mio indice di priorità e alla disponibilità del vaccino nel centro di inoculazione da me scelto, di lí a giorni o forse a settimane. Invece l’SMS è arrivato già nel primo pomeriggio, e c’erano posti liberi già in quarantott’ore. Ho selezionato venerdí (ieri) dopo il lavoro, e il sistema mi ha riservato automaticamente un posto per la seconda dose il 9 luglio. Pfizer–BioNTech o Moderna?

Il Centro Fieristico di Brno è chiuso al pubblico dal marzo dell’anno scorso. Nei giorni piú bui è stato riconvertito a lazzaretto, oggi è il primo o il secondo centro vaccinale del Paese, in gestione all’ospedale universitario. L’ingresso secondario è di fronte allo studio del mio dentista ed è servito da una fermata della šalina.

All’entrata un volontario scagliona i pazienti, spiega brevemente le tappe del percorso obbligato, e invita a compilare un modulo cartaceo con i propri dati personali e un’anamnesi semplificata. Alcuni impiegati del centro controllano i moduli, aggiungono qualche nota («38, IT»), e misurano la temperatura dei pazienti con uno scanner («36,1°»). Altri impiegati identificano i pazienti nella lista dei prenotati, e assegnano un numero progressivo. Un’infermiera raccoglie i documenti dei pazienti e li consegna ai tavoli dove siedono un aiutante e un medico.
Finora con il mio ceco me l’ero cavata bene, ma avrei saputo discutere l’anamnesi con un dottore?

– Farinetti?
Ho alzato la mano e mi sono avvicinato. L’aiutante e la dottoressa ridevano.
– Tak… mluvíme česky, anglicky, italsky?
Ovviamente.
– Italsky?
– Buongiorno!
– Buongiorno!
– Let me speak English, I’m more comfortable.

Sono stato contrassegnato con la „A“ di “allergico” («kočky, králiky»).
Un volontario smista i pazienti fra i vari stand in base a questa lettera. Ogni stand ospita una fila di cinque pazienti che siedono di fronte ad altri cinque nello stand opposto. Quando entrambe le file sono occupate, due infermiere passano con il carrello dei vaccini e spiegano cosa sta per accadere, cosa fare in caso di malessere proprio o di un vicino, e quanto tempo occorre aspettare prima di andarsene.

– Vakcína je Pfizer.

Iniezione, cerotto.

Un’ultima volontaria consegna a ciascun paziente un tesserino che indica il lotto del vaccino e funge da promemoria per la seconda dose.
Seduto su una bianca sedia da ospedale, nel bianco stand C4-6 nel bianco padiglione G2 del Výstaviště, in attesa che trascorresse la mezz’ora di osservazione, ammiravo con commozione come tutti gli addetti del centro operassero con metodo, efficienza, e gentilezza.

Lustro ·

Schermata del boarding pass del volo Czech Airlines OK719 Milano–Praga del 23 maggio 2016.

Cinque anni fa oggi imparavo la mia prima parola di ceco: vítejte.
Volevo festeggiare questo anniversario speciale pubblicando una selezione di post dall’archivio di Moravian Like You, il blog da emigrato, ma la mia mono-pagina web aveva superato duemila linee e trecento kilobyte fra codice e parole, e ospitava un carico insostenibile di foto e video, e non era piú gestibile, non pensavo che avrei scritto cosí tanto in cosí poco tempo. Perciò l’ho fatta a pezzi.

Verba volant. Scripta manent. Virtualia? è sempre diviso in partes tres, ma ora in pagine distinte:

  • in About, l’invito a riprendersi Internet, spazio tecnologico che era nato libero;
  • in Bio, la presentazione di chi/cosa/dove/come/quando/perché sono;
  • in Blog, l’indice del blog, che ha perso il titolo ed è archiviato per anni (2021 e 2020).

La homepage è ora alleggerita all’essenziale: la testata, la barra di navigazione, qualche amenità, e i post piú recenti che sono accessibili anche via feed Atom. Nel fare a pezzi Virtualia? ho ristrutturato parte del markup, e ho ridefinito tutti i permalinks (sono quei cancelletti in fondo a ogni post), con la promessa che resteranno permanent. Il foglio di stile è un continuo work in progress, e c’è ancora da lavorare sul layout della barra di navigazione in cima a ogni pagina. Invece ho passato due intere mattine a rifare l’iconcina che identifica il sito nei bookmarks. Già, è una bacca di gratachí: dove c’è il gratachí, c’è 127.0.0.1.

Disegno di una bacca di rosa canina.

Era de maggio ·

Láska čo nebolí, nebola láskou pravou.

Sčítání ·

Dove mi trovavo nella notte fra il 26 e il 27 marzo 2021?
Be’, ero nel mio letto a Jundrov, in quale altro luogo avrei dovuto trovarmi? Sono stato molto ligio al coprifuoco (sigh).
La domanda non è oziosa ma è alla base del censimento organizzato dall’Ufficio Statistico della Repubblica ceca e in corso fino all’11 maggio.

Ovviamente un censimento della popolazione non ha soltanto valore statistico, ma anche storico e politico (in campagna in qualche scatola c’è il “foglio di famiglia” compilato per conto del mio bisnonno in linea paterna nel 1936, in piena era fascista). Qui in Moravia è un’occasione per i movimenti indipendentisti locali di farsi sentire, ma non se li fila nessuno. A Brno sono comparsi manifesti come quello qui sotto, firmato da un attivista rossobruno che faceva il primario d’ospedale ma che è stato demansionato per aver girato un video in reparto in cui minimizzava gli effetti del coronavirus.

Affisso di propaganda firmato Moravský Troll.

“Di quale nazionalità sei? 1914 – austriaca. 1918 – cecoslovacca. 1939 – tedesca. 1969 – boema. 2004 – europea. 2021 – nessuna? Nazionalità morava!”

Io ho partecipato al censimento come straniero residente. Gli addetti passano a consegnare i moduli cartacei casa per casa, ma a differenza del bisnonno ho compilato il mio online. Nei primi giorni il sito era andato in crash e non permetteva ai cittadini con vecchie carte d’identità di accedervi. Con me ha funzionato bene: mi sono registrato con il numero del documento del rodné číslo, e ho risposto a quasi tutto in lingua inglese (sono disponibili sette traduzioni, dallo slovacco al romaní).
La domanda sulla nazionalità era fra quelle facoltative, ed era possibile lasciare due risposte. La seconda opzione era probabilmente pensata per far esprimere i Moravané e le altre minoranze. Io e altri abbiamo avuto un’idea diversa.

Schermata del censimento con indicazione delle nazionalità italiana ed (evidenziata) europea.

Come detto, il censimento ha anche un valore politico. Qualcuno non l’ha presa bene.

[Europoslanec] Jan Zahradil z ODS dává najevo, že volbu evropské národnosti považuje spíš za směšnou. „Myslím, že jde o výraz jakéhosi intelektuálního snobismu určité části lidí, kteří se domnívají, že když si tam napíšou evropská národnost, tak je to cosi lepšího, že budou vypadat jako ta progresivní část společnosti, nějaký předvoj a že to bude působit dobře, že se jako zbavili nacionalismu 19. století,“ uvedl.

Disegno del profilo di un uomo con i capelli e la barba biondi e gli occhi azzurri (il meme Chad) con la didascalia «Yes.»

The Super League ·

Il calcio è di chi lo ama. I still love you, Harmsworth Park.

Romanticismo moderno ·

Con i “punti Fragola” aziendali di recente ho preso un lettore di e-book. Sono in ritardo di una decina d’anni, ma nell’impossibilità di reperire i libri che m’interessano in formato cartaceo ho deciso di abbandonare il feticismo dell’oggetto e di abbracciare la modernità tecnologica.
Per fare pratica con il nuovo aggeggio ho riletto l’unico e-book in mio possesso (illegale), Modern Romance di Aziz Ansari ed Eric Klinenberg.

Modern Romance è un’analisi sociologica in chiave umoristica di come nascono le coppie eterosessuali nell’America contemporanea. Penso che la sociologia ce l’abbia messa Klinenberg, ma la narrazione e il blando umorismo sono di Ansari (Parks and Recreation, Master of None) o di un suo ghostwriter. Puoi leggere un estratto sul sito di Time.
Il tema principale del saggio è che la modernità tecnologica di cui sopra ci permette di espandere la ricerca di un partner oltre i nostri limiti geografici e sociali. Come conseguenza abbiamo smesso di “accontentarci” della vicina di casa, della compagna di università, della collega di lavoro, dell’amica di amici, della sconosciuta imposta dai genitori, e abbiamo cominciato a cercare il meglio possibile. Lo strumento di ricerca perfetto l’abbiamo in tasca: è il nostro cellulare, per mezzo del quale possiamo accedere a milioni di potenziali partner grazie alle applicazioni di online dating.
La relativa facilità con cui possiamo trovare (o cambiare) l’anima gemella ha reso le relazioni piú soddisfacenti nell’immediato, ma piú deboli nel medio termine: quando la fase dell’amore passionale finisce, abbiamo meno interesse a continuare a investire nel legame esistente, perché pensiamo di poter trovare facilmente un’alternativa. Se per mancanza d’impegno o altri motivi non avviene la transizione all’amore affettivo, la coppia scoppia.

Nel resto del libro Ansari fa battute sulle sue passioni (cibo e rap), e dà consigli su come sviluppare una relazione nata dalle nuove tecnologie. Questa parte non è invecchiata bene: tre anni dopo la pubblicazione, Ansari sarà accusato di condotta sessuale inappropriata da una giovane donna conosciuta a una festa.
A Klinenberg chiederei invece se abbia mai letto Estensione del dominio della lotta di Michel Houellebecq.

Breve applauso. Intorno a Jean-Yves Fréhaut si crea un certo movimento; lui gira lentamente su se stesso, con aria soddisfatta. Questo ragazzo lo conosco un po’; siamo entrati in azienda contemporaneamente, tre anni fa; stiamo nello stesso ufficio. Una volta abbiamo discusso di civilizzazione. Lui sosteneva – e per certi versi ci credeva davvero – che l’aumento del flusso di informazione all’interno della società sia di per sé una bella cosa. E che la libertà non sia altro che la possibilità di stabilire diverse interconnessioni tra individui, progetti, organismi, servizi. Secondo lui il massimo di libertà coinciderebbe con il massimo delle scelte possibili. Servendosi di una metafora basata sulla meccanica dei solidi, queste scelte le chiamava gradi di libertà.
Ricordo che eravamo seduti vicino all’unità centrale. Il climatizzatore emetteva un leggero ronzio. Lui paragonava la società a un cervello e gli individui a cellule cerebrali, per le quali in effetti è auspicabile stabilire il massimo delle interconnessioni. Ma l’analogia si fermava lí. Perché lui, essendo un liberale, non si spingeva a denunciare ciò che davvero manca al cervello: un progetto di unificazione.
[…]
Non avrei mai piú rivisto Jean-Yves Fréhaut; e perché avrei dovuto rivederlo? In fondo non avevamo realmente simpatizzato. Comunque, al giorno d’oggi ci si rivede poco, anche quando la relazione goda di un’atmosfera di entusiasmo. Talvolta hanno luogo conversazioni affannose che trattano gli aspetti generali della vita; e talvolta si produce un’intesa carnale. Certo, ci si scambia il numero di telefono, ma in genere ci si richiama poco. E anche qualora ci si richiami, e ci si riveda, la delusione e il disincanto prendono rapidamente il posto dell’entusiasmo iniziale. Credete a me, che la vita la conosco: le cose vanno esattamente cosí.
Questo progressivo sbiadire delle relazioni umane non manca di porre qualche problema al romanzo. Come si potrà, infatti, perseguire la narrazione di passioni focose, sviluppate lungo svariati anni e talvolta in grado di far sentire i propri effetti su diverse generazioni? Il meno che si possa dire è che siamo lontani da Cime Tempestose. La forma romanzesca non è concepita per ritrarre l’indifferenza, né il nulla; occorrerà inventare un’articolazione piú piatta, piú concisa e piú dimessa. Se le relazioni umane diventano progressivamente impossibili, ciò avviene chiaramente per via di quella moltiplicazione dei gradi di libertà di cui Jean-Yves Fréhaut si dichiarava profeta entusiasta. Sono certo che egli stesso non avesse conosciuto alcun legame; il suo stato di libertà era estremo. Lo dico senza acrimonia. Si trattava, come ho già detto, di un uomo felice; detto questo, non invidio la sua felicità.

(Traduzione di Sergio Claudio Perroni. Dall’archivio di Scartari, perché la mia copia cartacea è a un migliaio di chilometri di distanza.)

Nová hudba, ktorej verím #4 ·

Amelie Siba – Warm Burning Cheeks

In terms of teenage girls with something to say, Italy has Madame, and Czechia has Amelie Siba. I much prefer the latter.
At age 18 she has already released an album and a second EP that show both her immaturity and raw potential. She is one to watch.

Koňe a Prase – Vysavač

Mám doma spoustu věcí, co nepotřebuju.

Last weekend my fairly-new vacuum cleaner died, merely days after I first heard Vysavač by the discopunk band, Koňe a Prase.
The song is three years old but leads their debut album which was released last summer, so it still qualifies as “nová hudba”, OK?

Sofia Kourtesis – La Perla

(Evička, this one is for you.)

Sofia Kourtesis is a Berlin-based, Greek-Peruvian electronic musician and DJ who likes alpacas, because who doesn’t like alpacas?
La Perla is a deep-house track that takes inspiration from the death of her father and blossoms through her voice into layers of colours.

Moto carbonaro ·

Questa mattina sono andato all’ufficio delle tasse a consegnare la dichiarazione dei redditi: un solo sportello era aperto, ma ero il solo utente, sono entrato e uscito nel tempo di due timbri. Fuori c’erano il sole, e il cielo azzurro, e il vento freddo di inizio primavera, e non avevo niente da fare e pensavo che lí intorno doveva abitare kolegyňe, non eravamo molto lontano quando mi urlò nell’orecchio «My flat is five minutes from here!», chissà come sta, l’ultima volta che l’ho vista si stava infrattando sotto un cespuglio dietro l’Accademia Janáček per fare pipí.
All’angolo dell’isolato di fronte si è aperta la porta a vetro smerigliato di un centro estetico. Una donna ha guardato furtivamente in strada e ha fatto cenno ad altre due di uscire. Centri estetici, barbieri e parrucchieri sono chiusi per decreto: le sole acconciature che si notano in giro sono i capelli squadrati con la macchinetta per gli uomini sposati e la coda di cavallo per le donne. Io mi ero rassegnato a lasciarmi crescere un mullet – ma forse c’era ancora speranza.

La šalina mi ha sceso davanti alla galleria commerciale dove da cinque anni mi faccio tosare: è un salone alla buona, la cui gestione ricorda quella di una casa di appuntamenti. Una matrona accoglie all’ingresso i clienti, che si accomodano su un divano in finta pelle e attendono che una ragazza si liberi. Le ragazze dimostrano appena l’età minima legale per quel lavoro, e sono rudi e sbrigative, ma fanno quel che devono.

Stamattina il salone aveva le tende tirate e l’aria dimessa. Stavo per girare i tacchi, quando la matrona ha aperto la porta impugnando il tubo di un aspirapolvere acceso. Mi sono avvicinato e ho domandato se fosse chiuso. «Ha bisogno di un taglio?» «Sí.» «Venga, venga.» All’interno non c’era nessuno, a parte una vecchia sprofondata in silenzio nella sua sedia mentre una tintura arancione le colorava la chioma assai rada.
La matrona mi ha portato in un angolo nascosto, mi ha fatto togliere la mascherina, e mi ha chiesto quale servizio desiderassi. «Una rasatura da otto millimetri su tutta la testa, per favore.» Da anni siede dietro il bancone all’ingresso, e comunica coi clienti soltanto per offrire un caffè e per incassare il pagamento della prestazione delle ragazze, ma con gli strumenti del mestiere ci sa ancora fare, e si è premurata di darmi anche un’accorciata alle lunghe sopracciglia.
Mi sono alzato dalla poltrona uspokojený. La vecchia attendeva sempre immobile che la tintura arancione le restituisse un’idea di gioventú. La matrona ha aperto la porta quel tanto che bastava perché potessi uscire, e mi ha augurato buona salute, ché quando c’è la salute c’è tutto. Sono scivolato lungo la galleria con aria colpevole, io stesso essendo il corpo del reato, immaginando come sarebbe stato finire a Špilberk per un taglio di capelli.

Lo stato di emergenza in Cechia termina domenica; la riapertura di barbieri e parrucchieri non è ancora prevista.

Messaggio cifrato ·

Se visualizzate questo sito su un browser moderno e aggiornato, da venerdí nella barra accanto all’indirizzo potete vedere un lucchetto chiuso: significa che la comunicazione fra sito e browser è crittata con protocollo HTTPS. In queste pagine non c’è niente di segreto da nascondere, è una questione di protezione reciproca da possibili (ma improbabili) attacchi informatici, e culturale.
Non sono servite conoscenze da sistemista: ho chiesto al mio provider brunense di attivare un certificato TLS gratuito fornito da Let’s Encrypt e sei minuti dopo ho ricevuto via e-mail la conferma dell’attivazione. Poi sono bastate due linee in piú nel file .htaccess per indirizzare tutto il traffico nel canale crittato.

E ho nuovamente registrato il dominio massitwosteps.net, perché mi piangeva il cuore a vederlo in mano ai domain squatters.

Mi sono rotto la bolla ·

Sono a mio agio a vivere da solo ma non sto facendo l’eremita, non piú del solito. Nei primi due mesi del 2021 sono andato in visita da amici e ho ricevuto ospiti: alcuni avevano un certificato di salute fresco di stampa, alcuni mi hanno accolto nella propria calda intatta bolla familiare. Quale miglior segno di fiducia reciproca?
Ho pianificato le uscite, dall’ufficio delle tasse al cantiere della nuova sede aziendale, e ho preso le misure di sicurezza possibili e necessarie. «Noste roušky!» «Dodržujte rozestupy!» «Dezinfikujte si ruce!»

Insegne del locale Fléda con il messaggio «We are your friends / You’ll never be alone again / PF 2021».

È una citazione colta.

Lunedí mi svegliavo con un occhio rosso e coperto di muco, chiedendomi oziosamente se la congiuntivite fosse un sintomo conosciuto: lo è. Poche ore dopo la specialista EHS mi avvertiva in chat che forse al cantiere della nuova sede aziendale ero entrato in contatto con un positivo. Una collega? La guida dalla mascherina allentata? Uno dei tanti operai senza protezioni?
Non avevo né febbre né difficoltà respiratorie, ma da protocolli sanitari dovevo considerarmi in isolamento fiduciario. In serata conversavo via e-mail con la doktorka della mutua, prenotavo il test in una clinica di Královo Pole, e con il frigorifero piangente facevo la spesa online.
Giovedí mi presentavo puntuale nella clinica semideserta, dove un’impiegata controllava la mia impegnativa e un’infermiera penetrava i miei orifizi nasali con l’efficienza acquisita in un anno di pratica. In tre minuti ero fuori nell’aria tiepida di questa primavera anticipata. Al ritorno infrangevo le regole e mi fermavo al chiosco sulla Svratka per una birretta consolatoria che consumavo a debita distanza dagli altri beoni.

Fiume Svratka in luce grigiastra con il sole riflesso sulla superficie.

Sitting on the dock of the loděnice.

Venerdí è arrivata la conferma via SMS: la mia naturale negatività ha ucciso il virus!

Vysledek pro: M.F. nar. 1982
Vas vysledek vysetreni COVID-19 PCR je negativni

E da domani la Cechia è nuovamente in karanténa stretta.

Esperanto ·

In una notte di fine febbraio del 2013 sorvolavo Amazzonia e Atlantico seduto accanto a un anziano alsaziano, e a luci già spente conversavo con lui di esperanto in un français cassé che si mescolava a brandelli di castillano imparato in Cile.
Questo giovedí mattina ho tenuto una téléconférence di un’ora con clienti parigini che mi hanno ascoltato con estrema pazienza, specialmente quando scivolavo in intercalari cechi: «Pouvez-vous répéter, prosím?»
Alessandra, tu sapevi che studiavo francese soltanto per i crediti extra alla maturità, ma t’immaginavi che mi sarebbe mai servito a qualcosa?

Už jsem vyprávěl o prvním čase, kdy jsem šel na poštu v Jundrově (ze všech míst), a úřednice prečetla můj pas, a odpověděla mi italsky.
Také už jsem vyprávěl o čase, kdy jsem vstoupil do obchodu s oblečením ve Vaňkovce, a prodavačka byla napůl italská (benátská).
Toto úterý jsem doprovázel Ivana na pátrání po zdravé výživě v Náměstí Svobody. Hledali jsme kvalitní chlebovou mouku, když krásná holka, která fotila regály na Instagram, tak nás oslovila: «Cercate la farina?»

I always talk about my 70-year-old neighbour who one day came to check my leaking radiator and, when I told him I couldn’t follow anymore what he was saying, switched instantly to a very good English. Later I checked the public registry, he really isn’t a former StB spy.
And there is also that time when I was looking for a Christmas present for my parents at the vánoční veletrhy, and I stopped in awe at a stand with marvellous rocking chairs to hang in the garden, and the lady who sold the chairs turned out to be a retired teacher of English.

Un soir froid de l’août dernier j’étais en Moravské Náměstí avec Eliška, une amie d’elle, et un mec italién qui était nouveau à Brno. On parlait de son approche à la langue, et je faisais des exemples à voix haute, quand un(e) jeune sans-abri vint vers nous et demanda d’argent. Je dis stupidement que je ne parlais pas le tchèque. Il me cria et il me cracha dessus, heureusement elle ne visa pas bien.
Une journée chaude à la fin de juin j’allais à Mariánské Údolí pour la fête d’anniversaire de Romča. Je devais changer de bus en Stará Osada, mais je ne savais pas où exactement, donc je le manquai. Je m’assis sur un banc à côté d’un vieil homme, nous échangeâmes des mots sur la météo, et il me demanda le numéro d’un bus qui était arrivé. «Čtyricetčtyri», je répondis, car je n’avais pas de salive pour prononcer la „ř“.
– Nejste Čech.
– Nejsem.
– Jste Slovák?

Enfant sur la plage avec une expression satisfaite (le mème Success Kid) et la légende «Úspěch!»

Sedici personalità ·

Majka mi ha invitato a fare un test di personalità online del genere junghiano / Myers-Briggs.
Pensava che sarei risultato un “logista” ISTJ: a dominanza di introversione, sensazione, pensiero, giudizio.
Invece sono risultato un “architetto” INTJ: a dominanza di introversione, intuizione, pensiero, giudizio; e di variante turbolenta.

Schermata del profilo Architect sul sito 16 Personalities.

Alle elementari non sapevo mai cosa scrivere, nelle composizioni a tema autodescrittivo. Da allora ho acquisito un po’ di consapevolezza di sé, eppure sempre mi è piú facile definirmi in negativo: codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Il profilo INTJ-T nella pagina del test è lusinghiero e “ci prende” abbastanza, in particolare nel descrivere il mio approccio alla socialità. Ma ciò avviene perché il questionario è curato e scientificamente valido, o perché semplifica la complessità umana in dicotomie astratte, e come un oroscopo è stato redatto in termini generici per adulare il lettore?

Secoli fa inviai il mio curriculum a un’azienda sudafricana che cercava una figura specializzata nel mio settore di studi. Mi rispose un’agenzia che mi sottopose un questionario Myers-Briggs. Non ricevetti né il risultato, che giacerà per sempre in un server dove non si applica la GDPR, né alcuna comunicazione da parte dell’ufficio del personale, dove forse non amavano gli Architetti. Da un aneddoto non si può estrapolare una verità generale, ma dubiterei della serietà di chi si affida a questi test in fase di selezione.

Non sono totalmente scettico sull’utilità dei questionari psicologici: dipende dall’uso che se ne fa.
Tre anni fa l’azienda in cui lavoro mi iscrisse a un (costoso) programma di sviluppo professionale gestito da una società esterna di consulenza. Come attività preliminare mi fu chiesto di rispondere alle quaranta domande del test Insights Discovery®. Indirizzai un poco le mie risposte verso il risultato desiderato, e ottenni un bel Cool Blue.
La società di consulenza mi spedí un profilo di diciotto pagine, circa possibili punti di forza e lati deboli, comunicazione efficace e blind spots, su cui non sono stato giudicato ma su cui da allora ho potuto lavorare, in un processo personale di continuous improvement.

Grafico di Insights Discovery®.

Coordinating Observer.

C’è anche quella volta in cui fui giudicato sulla base di un’analisi grafologica commissionata da un circolo di quei “capitani dell’industria” che tutto il mondo all’Italia invidia, magari quando smetto di ridere ne scrivo.

Nová hudba, ktorej verím #3 ·

When he is not in Bruxelles or Strasbourg interviewing high dignitaries of the European Union, my cousin Davide “Boris” acts as the manager of his university’s radio station and is my proxy to the music listened by post-Millennials. I loathe most of what he plays – with exceptions.

Miblu – Footprints

Miblu is a jeweller and the owner of a jewellery shop in the heart of Vienna (no kidding), who moonlights as a pop singer.
Footprints is her latest single and a departure from the electronic R&B sound that made her name in Austrian clubs.

Sevdaliza – Rhode

Sevdaliza is an Iranian-Dutch singer-songwriter who would be a sensation as a superospite internazionale at Festival di Sanremo.
She sounds a bit too much industrial to my ears, but I would like to see her live, perhaps in a double bill with De Staat.

Subtlety and sobriety.

Logo – Rompompom

Davide recommended Logo as in a “Piemonte quota”, but she probably embodies everything I despise about Milan and its creative scene.
Yet I like the song below, the main strength of which is its apparent simplicity, and which went straight to my synapses. I hate you, Logo.

Phoebe Bridgers – Savior Complex

I am not interested in Phoebe Bridgers, who became known for a #metoo case and is a rising star in the US with four Grammy nominations under her belt. But she still needs to break through in the UK, so she released this lovely video starring Paul Mescal of Normal People fame, plus a very good chihuahua, and directed by Phoebe Waller-Bridge, which is the perfect combo to reach out to potential British listeners.

Hrozba ·

Kresba obří skály na vrcholu kopce, která ohrožuje vesnici v údolí.

Zdroj?

Jsem zemědělec.
Každé ráno se budím, vstávám, otevírám okna, a dívám se na Velkou Skalku nad Starou Horou. Zavírám oči, a děkuji Bohu, aby Ona nepustila Velkou Skalku na naši zbožnou vesnici. Pamatuji si vesnici na konci údolí, kde lidi byly bezbožný, nad kterou jejich Skalka spadla na podzim, bylo to dávno.
Potom si beru svoje nástroje a chodím na pole. Moje pole je přímo po Skalkou, a jsem šťastný, protože zem je tam bohatší, a dělá chutnější potraviny. Někdo říká, že někdy naše Velká Skalka spadne, a všechno ztratím. Neposlouchám je. Věřím Bohu, aby mně a moje pole chránila.

[Pokračování příště?]

Duch kanceláře ·

Ieri sono tornato in ufficio.

Non alla mia scrivania regolare, che ho abbandonato il 16 marzo, né alla scrivania temporanea, quella di agosto. Non esistono piú: in autunno le ho ripulite entrambe, ho svuotato i cassetti, ho macinato due sacchi di vecchi documenti, poi qualcun altro le ha smontate e imballate, e qualcun altro ancora ha disdetto l’affitto degli open spaces.
(Perché non ho fatto un viaggio in piú, e non mi sono portato a casa anche l’altro schermo e la tastiera? Quanto ho amato quella tastiera!)
Avevo bisogno di stampare una foresta di papiry per ottenere una detrazione fiscale, cosí ho prenotato una postazione nell’edificio principale, molto vicino alla fotocopiatrice, e poco distante dalla mia primissima scrivania, che ora è ingombra della cancelleria di un qualche collega che non le vuole bene.

All’ingresso ho disinfettato le mani, ho appoggiato la fronte al termoscanner (36,4° C), ho letto il tesserino, ho salutato la receptionist dietro un muro di plexiglass. Per accedere alla mia postazione ho aggirato un divano giallo messo lí dove capita, il divano giallo che era in reception e su cui il primissimo giorno ho conosciuto Nicola. («Sei della Valtellina? Lo sai che la carne per la bresaola la importate dall’Argentina?»)
Ho indossato la rouška monocroma tutto il tempo, ma non penso che fra i due piani fossimo piú di dieci dipendenti.
La mensa aziendale opera ancora, ma a regime minimo, e soltanto per i vicini di capannone. Per pranzo ho comprato due tramezzini farciti e una bottiglietta di acqua sporca alla prodejní automat. Mentre masticavo è passato Giuseppe, abbiamo scambiato due parole, si è sorpreso che non sono piú stato in Italia.
L’area degli informatici era disseminata di scatole, scatoline e scatoloni, perché in primavera ci trasferiremo in una sede unica in centro città. Hat Guy è venuto a scusarsi che i traslocatori avrebbero fatto molto rumore. I traslocatori hanno fatto davvero molto rumore per dieci minuti, poi devono essersi accorti che era venerdí pomeriggio, e sono scomparsi.

Spento il portatile e rastrellata la foresta ho fatto un giretto per il parco tecnologico. Il ristorante dal pessimo customer service aveva qualche luce accesa intorno alla finestra dell’asporto. Il ristorante greco dove festeggiavamo i compleanni era chiuso, o ha chiuso. Il ristorante sul lago ha cambiato gestione ed era chiuso. Il take-away della pizza all’ananas e il negozietto costoso della catena da stazione hanno chiuso. La filiale della banca ha chiuso da mo’, ora vado a Komín, o a Královo Pole, o in Veveří.
Le campane dei Salesiani invitavano i fedeli alla Messa, ma i fedeli sono tornati in Slovacchia.
I due Billa di Žabiny sono a corto di cestini per la spesa: è una controversa misura igienica o una trovata commerciale? Anche il Lidl di Bystrc costringe all’uso dei carrelli. Per la prima volta ho chiesto alla cassiera una scatola di respirátory FFP2 (3 unità, prezzo di listino 119,90 Kč, scontato a 79,90 Kč, ovvero 1 € al pezzo), nel caso in cui il governo introduca l’obbligo di indossarle nei negozi e sui mezzi pubblici.

Dal mezzo pubblico che andava al capolinea ho guatato le insegne spente sulla hospoda di Jundrov. Quando riaprirà? Quando riapriremo?

Previously, on The Americans ·

Manifestante pro-Trump al Campidoglio porta via il leggio del presidente della Camera e saluta il fotografo.

Poche settimane dopo l’insediamento del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, Alessandra Daniele suggeriva perché i media tradizionali mostrassero aperta repulsione verso Donald Trump.

Fin dal secondo dopoguerra, il default mode dei media mainstream occidentali verso il presidente degli Stati Uniti era sempre stato il classico servo encomio. In diverse gradazioni, con qualche eccezione per i piú sputtanati, e punte d’idolatria per i piú fotogenici. L’attuale unanime costernato disprezzo verso Trump è quindi particolarmente inedito e interessante.
[…]
L’impressione è che chi controlla i media sia molto preoccupato che Trump possa diventare per gli USA una sorta di equivalente speculare di Gorbaciov per l’URSS: il liquidatore dell’Impero a cominciare dall’immagine.
[…]
L’orrido, arcigno, becero Donald Trump sta defacciando l’America. L’impatto simbolico delle sue prime azioni di governo come delle sue dichiarazioni fuori dai denti sta definitivamente strappando agli USA la maschera di benevolo e accogliente protettore del mondo, sta distruggendo la narrazione falsa e paternalista che è sempre stata uno dei pilastri principali del colonialismo USA. L’impresentabile Donald Trump sta ritirando gli USA dai territori dell’immaginario collettivo.

Il reciproco rabbioso disprezzo fra Donald Trump e i media mainstream, dal New York Times a Hollywood, segna una frattura epocale che attraversa il cuore stesso dell’egemonia USA, perché separa il trono dalla propaganda. Senza la maschera intessuta dai media embedded, il Re è nudo in tutta la sua orrida sembianza.

Ci ripensavo l’altra sera guardando in diretta streaming le immagini della sedizione farsesca di un manipolo di hillbillies al Campidoglio, che ha distolto l’attenzione dal ben piú grave tentativo dei Repubblicani di sovvertire il voto democratico per via procedurale.
Nei suoi quattro anni di presidenza Donald Trump ha picconato alle fondamenta il mito dell’eccezionalismo americano, e ha grattato lo stucco via dalle crepe profonde nella democrazia liberale statunitense. Un sistema elettorale bizantino e immutato dai tempi della trazione a cavallo, con limitazioni al suffragio universale. Disuguaglianze che passano per linee razziali prima ancora che di classe. Abitanti delle aree rurali che sono emarginati dalla vita sociale e vivono in una realtà parallela in cui i brogli contro Trump sono stati organizzati… da Matteo Renzi! E poi il declino internazionale, dove l’influenza residua si fonda sulla potenza militare.
Il re ha svergognato l’intero reame, ed è sembrato compiacersene.

I media tradizionali sono tornati in modalità “servo encomio” con l’elezione del suo successore, nonostante qualche sottaciuta affinità in tema di conflitti d’interesse familiari e molestie sessuali.

In questo […] scontro epocale fra Imperialismo morente e Nazionalismo rianimato non ci sono Good Guys.

Seguo con piacere una sitcom poliziesca che s’intitola Brooklyn Nine-Nine: è prodotta dalla NBC (il network televisivo piú liberal d’America) ed è considerata all’avanguardia per diversità del cast e approccio alle tematiche sociali; ma fa anche ridere. In un episodio recente la trama verteva sull’incontro fra un personaggio principale (un detective insicuro della propria mascolinità) e il padre biologico del suo figlio adottivo (un seducente compagnone). Il potenziale conflitto fra padri veniva risolto, senz’alcun rimorso da parte dell’allegra brigata, con la pretestuosa deportazione di quello biologico verso il Paese d’origine: un abuso di potere played for the laughs per il pubblico progressista.
Negli stessi giorni le cronache riportavano dei bambini separati dai genitori nei centri di detenzione per migranti al confine con il Messico, e del loro affidamento a famiglie americane: un destino che a me ricorda quello dei figli dei desaparecidos argentini. Sono sicuro che Joe Biden porrà fine a questo scempio umanitario, cosí come Barack Obama ripristinò lo stato di diritto a Guantánamo. No?

NBC News › Biden [JD] officially rescinds Trump ‘zero tolerance’ migrant family separation policy, by Julia Ainsley and Jacob Soboroff.
CNNFirst lady Jill Biden expected to take active role in immigrant family reunification, by Jim Acosta, Kate Bennett and Priscilla Alvarez.

Bravi Joe e Jill!

CNN › Inside a closed-door US Border Patrol facility in Texas, by Priscilla Alvarez.
The New York Times › The Democrats’ Immigration Problem, by David Leonhardt.

Ecco, bravi ma non bravissimi.

Bagna cauda ·

Bagna cauda (také bagna càuda nebo caoda, česká výslovnost „baňa káuda“, doslova „horká lázeň“) je lahůdka z mého kraje, Piemont.
Je to zemědělský podzimní recept, který spojuje zemské a mořské příchutě. Je to tradiční, ale existují několik variant. To je moje.

Ingredience pro 1 osobu: padesát gramů ančoviček, tří stroužků česneku, olivový olej, čerstvá zelenina (artyčok kardový, celer, fenykl, mrkev, paprika červená a žlutá, topinambur jsou nejoblíbenější možnosti).

Vezměte hrnec a nalijte hojný olej. Nasekejte česnek a vařte to v oleji na nízký oheň. Opláchněte a nasekejte ančovičky, a vařte je s česnekem. Odděleně, krájejte zeleninu na široké proužky. Když v hrnci máte jako směs, vypněte oheň a poslužte to horké s krájenou zeleninou.

Zdroj: S Italem v kuchyni. Podle všeho je to slavný šéfkuchař.

Buon appetito. Po jídle, nezapomeňte otevřít okna a se vysprchovat!