Virtualia

Piove sui works in regress.

European, italiano, piemontèis. Falso e cortese. Geriatric millennial. Bezbožný. Samotář. 100% spoleh!

Ex voto ·

Passata la festa, (non) gabbato lo santo: mercoledí sono andato con Betsy ad accendere il cero a San Venceslao per la chiusura dei lavori.
La chiesa omonima, ortodossa, era gremita di fedeli orientali, in un’atmosfera da canzone di Franco Battiato. Non siamo entrati a disturbare, ho lasciato il lume accanto al crocifisso nel giardino, sotto lo sguardo di un omone attento a controllare che non piazzassi una bomba.

Candela accesa in involucro di plastica trasparente, con dedica «ex voto F.R. U.A.T.», su piano di marmo nero.

Děkuji, dobrý králi Václave!


oh noes! Berlsuconi Angurioni ha vinto per un voto, ed e' solo colpa mia :(

Lo scorso fine settimana non ho partecipato a due elezioni.

Alle amministrative ceche non avrei potuto partecipare perché ero oltreoceano, ma pensavo di astenermi perché non informato a sufficienza, non avevo neppure fatto domanda d’iscrizione all’elenco dei votanti. A sorpresa ho ricevuto il bustone con le schede nella cassetta della posta, probabilmente perché mi ero già iscritto per le elezioni europee del 2019; ma non erano due registri diversi?
A Jundrov i Verdi hanno vinto ancora, nonostante il mancato controllo del conto corrente da cui la contabile ha rubato otto milioni di corone.
In municipio a Brno la sindaca uscente guiderà una grande coalizione di centrodestra, le trattative sono in corso.

Il bustone con le schede per le legislative italiane l’ho ricevuto il giorno prima di partire.

Il mio diritto di voto è regolato da una legge voluta vent’anni fa da un camerata di Jiřina Angurioni per rastrellare le preferenze degli emigrati considerati nostalgici. Va da sé che dalla promulgazione della legge a oggi la composizione degli Italiani all’estero è molto cambiata.
Quello che dovrebbe essere il mio partito di riferimento, e che non voto dalle comunali del 2012, nella circoscrizione Europa ha candidato una nota “virostar” per il Senato, un paio di parlamentari uscenti e un paio di scarti per la Camera. La virostar insegna a Londra, ma l’impressione è che sia stata candidata per la fama acquisita in televisione; oltretutto cosí è passato il messaggio che la scienza e le misure anti-coronavirus siano prerogativa di una sola parte politica. Dei parlamentari uscenti ne ricordo una che si era prodigata per ottenere un condono fiscale per quegli emigrati non iscritti all’AIRE che si erano – ehm – dimenticati di dover pagare le tasse in Italia.
Al di là dei candidati, il programma elettorale di quello che dovrebbe essere il mio partito di riferimento era riassumibile in «o votate per noi, o vincono i cattivi». Avrei avuto tutto il tempo per tracciare le mie due croci e per rispedire il plico al Consolato a Praga, ma non l’ho fatto.

Non ho votato.

noi che attribuivamo un certo piccolo peso alla musica avevamo avvertito che c’era un certo possibile sbocco dopo quindici anni di straordinari artisti ITALIANI, palestrati e rigorosamente maschi, impegnati a informarci senza sosta che le donne sono troie (tranne la mamma) e che a scuola venivano bocciati ma ora, AHA!, bitches – ora accumulano Lamborghini e orologi d’oro […]

«Hai fatto vincere i fascisti!», diranno i miei 2,5 lettori. Be’, si sono svolte elezioni democratiche e i fascisti hanno preso piú suffragi (l’ironia), come già nel 2018, 2008, 2001, 1994. All’università conobbi un futuro fondatore di Fratelli d’Italia, ed è un tizio che – scusate il linguaggio – non saprebbe trovarsi il culo con le mani. Jiřina Angurioni sta costruendo una classe dirigente che non sarà dissimile da quella che da sempre governa il Paese, fatta di corrotti, furbi, ignoranti, magnaccia, truffatori, e tanti tanti tanti ‘ndranghetisti. Quanto a Lei, è l’ennesima cazzara.

«E ai diritti delle donne non pensi?» La legge sull’interruzione volontaria di gravidanza è già oggi largamente inapplicata, e alla richiesta dei Radicali di fornire i dati sugli obiettori di coscienza l’attuale ministro della Salute, il piú a sinistra che io ricordi, risponde da anni col silenzio.
«E alla vita delle minoranze non pensi?» La prima versione del programma di quello che dovrebbe essere il mio partito di riferimento parlava di agenda e di percorso per arrivare, come se sedicenti progressisti dovessero ancora discutere di certi argomenti. Eh, poi i cattolici…
«E alle condizioni dei lavoratori non pensi?» Lunedí leggevo assonnato l’andamento dello scrutinio e le dichiarazioni dei politici alessandrini. Il segretario provinciale di quello che dovrebbe essere il mio partito di riferimento, con la scrittina always antifascist sotto la foto profilo, cominciava un breve commento sulla strategia elettorale con I miei due cents a caldo. “Always antifascist”, “due cents”: dev’essere abituato a rivolgersi alla platea di operai poliglotti dell’Ilva; stranamente quegl’ingrati votano tutti a destra.

A ‘sto giro ho scelto di non votare il male minore. Altri hanno fatto lo stesso. Ognuno ha le proprie ragioni. Non dico che non ce ne pentiremo.